L'esperto risponde

Le domande che ci fanno gli imprenditori.

Contributi a fondo perduto, business plan, controllo di gestione, assunzioni, marketing, avvio di una nuova attività: qui trovi risposte dirette e approfondimenti, scritti dai professionisti che seguono ogni giorno imprese in Campania e in tutta Italia.

Finanza e controllo

Come leggere il cash flow della tua PMI

aggiornato

Risponde Francesco Cretella

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Persone e lavoro

Guida à la Gestione delle Risorse! Umane 2026

Aggiornato Contenuto HR aggiornato

Risponde Clelia Nappo

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Marketing

5 errori di marketing delle piccole imprese

I cinque errori più comuni nel marketing delle PMI e come evitarli.

Risponde Valentina Olivo

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Finanza agevolata

Quali contributi a fondo perduto possono ottenere le PMI in Campania?

Le PMI campane possono accedere a contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati tramite bandi regionali gestiti da Sviluppo Campania e dal portale SURAP, misure nazionali di Invitalia e agevolazioni per il Mezzogiorno come la ZES Unica. L'entità del contributo dipende da dimensione d'impresa, codice ATECO, zona e tipo di investimento.

Risponde Francesco Cretella

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Finanza agevolata

Come funziona la finanza agevolata e chi può accedervi?

La finanza agevolata è l'insieme di contributi pubblici, fondi perduti, finanziamenti a tasso ridotto e crediti d'imposta che sostengono investimenti aziendali. Possono accedervi imprese già attive e, in molte misure, anche nuove imprese e startup. L'accesso è vincolato a requisiti formali e a un progetto di investimento documentato.

Risponde Francesco Cretella

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Finanza agevolata

Cos'è la ZES Unica e quali vantaggi fiscali offre alle imprese del Sud?

La ZES Unica per il Mezzogiorno prevede un credito d'imposta sugli investimenti in beni strumentali per le imprese che operano nelle regioni del Sud, Campania inclusa, insieme a procedure autorizzative semplificate. Il beneficio si calcola in percentuale sull'investimento, con intensità che varia per dimensione d'impresa e area.

Risponde Francesco Cretella

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Avvio impresa

Quanto costa aprire un'attività da zero e quali sono le voci da non sottovalutare?

Il costo di apertura dipende dalla forma giuridica e dal settore, ma le voci da mettere sempre in conto sono quattro: costituzione e adempimenti, investimenti iniziali, capitale circolante per i primi 6-12 mesi e costi ricorrenti fissi. È il capitale circolante la voce più sottostimata da chi parte.

Risponde Francesco Cretella

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Avvio impresa

Serve un business plan per una startup e cosa deve contenere?

Sì: serve per decidere, non per fare bella figura. Un business plan utile contiene analisi di mercato e concorrenza, modello di ricavo, struttura dei costi, piano economico-finanziario a 3 anni, piano di cassa mensile del primo anno e piano operativo con responsabilità e scadenze.

Risponde Francesco Cretella

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Avvio impresa

Quali errori fanno più spesso le nuove attività nei primi 12 mesi?

I cinque errori più frequenti sono: nessun controllo della liquidità, prezzi fissati senza calcolare il margine, tutto sulle spalle del titolare, marketing improvvisato senza posizionamento e primi assunti senza ruoli definiti. Sono tutti errori di struttura, non di prodotto, e si correggono prima che diventino costosi.

Risponde Francesco Cretella

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Finanza e controllo

Cos'è il controllo di gestione e perché serve anche a una piccola impresa?

Il controllo di gestione è il sistema che misura come l'impresa produce margine: costi per prodotto o servizio, marginalità per cliente, andamento della cassa e scostamenti rispetto al budget. Serve anche alle piccole imprese perché permette di decidere su dati aggiornati e non sull'estratto conto.

Risponde Francesco Cretella

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Finanza e controllo

Come capisco se la mia azienda sta guadagnando davvero?

Il fatturato non dice se guadagni. Servono tre misure: margine di contribuzione per linea di prodotto o servizio, risultato operativo al netto di tutti i costi fissi e flusso di cassa. Se cresce il fatturato ma non la cassa, il problema è nei prezzi, nei costi o nei tempi di incasso.

Risponde Francesco Cretella

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Metodo

Che differenza c'è tra il commercialista e un consulente aziendale?

Il commercialista presidia contabilità, dichiarazioni e adempimenti fiscali: guarda soprattutto al passato e alla conformità. Il consulente aziendale lavora sulle decisioni future: strategia, marginalità, organizzazione, persone, marketing e finanza agevolata. Le due figure non si sostituiscono, lavorano bene insieme.

Risponde Valentina Olivo

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Metodo

Meglio un consulente unico o più professionisti separati?

Più professionisti separati funzionano se qualcuno coordina le decisioni; senza regia, le indicazioni entrano in conflitto e l'imprenditore diventa il punto di raccordo. Un team integrato con un unico referente riduce tempi, evita decisioni contraddittorie e mantiene una visione comune su finanza, persone, marketing e organizzazione.

Risponde Valentina Olivo

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Metodo

Quali sono i primi interventi per accelerare la crescita di un'azienda?

Nei primi 90 giorni intervengono quasi sempre tre leve: chiarezza sui numeri (marginalità e cassa), revisione del posizionamento e dei prezzi, definizione di ruoli e processi. Solo dopo ha senso spingere su acquisizione clienti e investimenti: altrimenti si amplifica un modello che perde margine.

Risponde Valentina Olivo

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Metodo

Quanto tempo serve per vedere i risultati di una consulenza?

I primi effetti su organizzazione e controllo dei numeri si vedono in 30-60 giorni. Gli impatti su marginalità e liquidità richiedono in genere 3-6 mesi, perché dipendono da prezzi, mix di vendita e tempi di incasso. Bandi e finanza agevolata seguono invece i tempi degli enti erogatori.

Risponde Valentina Olivo

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Persone e lavoro

Come si assume il primo dipendente e quanto costa realmente?

Il costo reale di un dipendente è il lordo aziendale: retribuzione, contributi, TFR, ferie, tredicesima e oneri accessori. In genere è sensibilmente superiore alla retribuzione netta percepita. Prima di assumere serve verificare il CCNL applicabile, la mansione, il tipo di contratto e gli eventuali incentivi all'occupazione.

Risponde Clelia Nappo

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Persone e lavoro

Come si finanzia la formazione del personale senza costi per l'azienda?

Le imprese che versano il contributo obbligatorio per la formazione possono aderire a un fondo interprofessionale e recuperare quelle risorse sotto forma di piani formativi finanziati. Esistono inoltre bandi regionali dedicati allo sviluppo delle competenze delle PMI, che coprono in tutto o in parte i costi dei percorsi.

Risponde Clelia Nappo

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Marketing

Come si struttura il marketing di un ristorante o di una struttura ricettiva?

Si parte dal posizionamento: a chi ti rivolgi, con quale proposta e a quale prezzo. Poi si costruiscono i canali che generano prenotazioni dirette (sito, Google Business Profile, recensioni, social, email) per ridurre la dipendenza dalle piattaforme di intermediazione e dal loro costo di commissione.

Risponde Valentina Olivo

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Avvio impresa

Ho un'idea ma non un'azienda: da dove comincio?

Si comincia validando l'idea prima di investire: chi è il cliente, quanto è disposto a pagare, quanto costa raggiungerlo. Poi si scelgono forma giuridica e regime fiscale, si costruisce il piano economico e si verificano le agevolazioni disponibili per nuove imprese. Solo dopo si spende.

Risponde Francesco Cretella

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